Il Cibo

“Noi siamo ciò che mangiamo”

L’alimentazione viene interpretata come la base per rendere possibile il perfezionamento della cultura umana: un popolo migliora se migliora il proprio sostentamento alimentare poiché “la fame e la sete abbattono non solo il vigore fisico ma anche quello spirituale e morale dell’uomo, lo privano della sua umanità, della sua intelligenza e conoscenza” (L. Feuerbach)

E noi, cosa mangiamo?

Ormai, fortunatamente, viviamo in una società dove tutto ciò che vogliamo è reperibile e a portata di mano, se non di clik. Consumare i nostri cibi preferiti non è difficile, sia per dove reperirli sia per trovare i prodotti con cui crearli. Mangiare ciò che ci piace ci solleva l’umore e ci fa sentire più soddisfatti ma allo stesso tempo ci fa provare un senso di colpa e di rimorso. Ma ciò che quotidianamente mangiamo e con cui ci nutriamo è salutare o meno?

 

Sempre più spesso negli ultimi anni sentiamo parlare di “junk food”, cibo spazzatura, dal quale siamo sempre più attratti, per il prezzo basso e per la velocità con cui viene reperito il prodotto (fast food, snack etc.) così l’essenza della buona cucina e del mangiar bene è venuto meno.

L’attrattiva di un alimento dipende anche dalla fame che si ha, dall’esperienza vissuta nella precedente occasione in cui si è consumato quell’alimento e dalla situazione in cui ci si trovava. In poche parole, l’alimento giusto, al momento giusto con la giusta compagnia ci fa sentire bene indipendentemente se sia salutare o meno.

Proprio per questa idea di ricerca del cibo salutare molte sono le “fazioni” che si sono venute a creare negli ultimi decenni, vegetarismo e veganismo sono un esempio lampante ed ormai conosciutissimo. Movimenti etici di pratiche alimentari accomunate dalla rigorosa esclusione di qualsiasi alimento la cui produzione abbia causato, direttamente o indirettamente, la morte di qualsiasi specie animale (vegetarismo) o perfino di  qualsiasi alimento prodotto da gli animali (veganismo) poichè ritengono che le carni e i loro derivati portino malattie al nostro organismo.

I persecutori di questi stili di vita (talvolta eccessivi nella loro visione) sostengono di sentirsi meglio. Sicuramente il largo consumo di frutta, verdura, legumi, cereali di diversa natura con cui si nutrono dovrebbe essere preso d’esempio anche dagli “onnivori”. Ovvero diminuire il consumo di carne, latte e derivati, a favore di alimenti integrali, frutta e verdura, che hanno un impatto positivo sulla nostra salute. Di contro è importante non inventarsi dall’oggi al domani vegetariani o vegani, ma basare la propria scelta adottando un’alimentazione controllata.